Bioedilizia e case in legno: un comparto che vale più di un miliardo

Case in legno e bioedilizia

Ne abbiamo già parlato diverse volte in questo blog.

L’edilizia è in crisi – è innegabile. I numeri parlano chiaro.

Una crisi che coinvolge il settore a livello nazionale, ma nel quale anche l’aria che si respira a livello regionale non è delle più salubri.

Tuttavia, abbiamo indicato più volte delle possibili cure a quella che sembra, purtroppo, una malattia strutturale dei comparti produttivi italiani.

Una delle vie di fuga infatti è l’aggiornamento tecnologico e dei processi.

Innovazione come salvagente per la crisi

L’innovazione è la cifra caratteriale di questo quinquennio, ed è destinata a informare e guidare tutti i settori dell’economia.

La domotica, l’industria 4.0, i nuovi processi con i quali si progetta, si realizza e si tiene in vita un edificio possono essere le vie di fuga preferenziali per una miriade di piccole aziende, per le quali aggiornarsi e specializzarsi potrebbe essere una scelta decisiva alla sopravvivenza.

La strada green

In parallelo, e complementare alla strada dell’innovazione, c’è quella della bioedilizia. La fusione di tecniche tradizionali e materiali innovativi, volta a realizzare edifici green, energeticamente efficientati, che non inquinano e che hanno una vita lunga, è un settore in crescita decisa, che fa ben sperare per tutto il settore edilizio.

L’ultimo rapporto di FederlegnoArredo-Eventi infatti analizza il fenomeno delle case in legno. Con le quali l’Italia – dato trascurato ma per niente trascurabile – è quarta in Europa, dopo Germania, Regno Unito e Svezia.

Il settore delle case in legno è inoltre in costante crescita. Nel 2017 – annata a cui si riferisce il rapporto – si contano poco più di 3000 edifici in legno in Italia – il 90% di questi è destinato al residenziale. Il loro valore complessivo è stimato attorno ai 700 milioni di €.

Il settore, nella sua interezza, è valutato attorno ai 1,3 miliardi di euro.

Le nuove case in legno hanno rappresentato, nel 2017, il 7% delle nuove abitazioni realizzate in Italia (un punto percentuale in più rispetto al 2014).

Velocità realizzativa, competitività, risparmio economico, abbassamento dei consumi, comfort e rispetto di sostenibilità e coscienza ambientale (argomento quanto mai d’attualità) sono i vantaggi che il legno – e la bioedilizia in genere – promettono.

Un futuro vitale?

Il comparto della bioedilizia, dicevamo, è in crescita. Concentrato nel nord-Italia – la fanno da padrone Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto – il suo futuro è roseo.

Anche perché può diventare un riferimento produttivo d’eccellenza

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