Proprietari e compratori: date una spinta all’edilizia!

Proprietari e compratori date una spinta all'edilizia

Si può esserne più o meno d’accordo – ma solo a livello filosofico.
Sul piano pratico, invece, il concetto è uno di quelli che funzionano.
Cambiare il tipo di domanda può facilmente indurre un risveglio della produzione.

Con questo articolo vorrei dare il via a una serie di riflessioni “positive” che superano l’argomento della crisi – quella generale, quella economica, e quella circoscritta al settore che mi compete: l’edilizia e le ristrutturazioni – e rifiutano di “vedere nero”.
Sono dell’idea che l’attitudine che noi imprenditori mostriamo nell’affrontare quella che – questo è innegabile – è una sfida inserita in un contesto di sfide più grandi (l’innovazione tecnologica accelerata, l’evoluzione della società), sia la chiave di volta per riprendere o continuare a crescere.

La riqualificazione energetica come volano per le PMI dell’edilizia

Un primo caso può essere quello della riqualificazione energetica di un parco edile – quello italiano – che
verge spesso sul limite dell’obsolescenza.

I dati parlano di 30 milioni di unità immobiliari che richiedono la riqualificazione energetica.

L’ha mostrato Marco Marcatili, economista, a Edilportale Tour 2019.
Le altre statistiche riferite racocntano di una popolazione che ben volentieri ristrutturerebbe casa, ma che non lo può fare per disponibilità economiche.
Cosa significa?
Che i vantaggi della riqualificazione energetica iniziano ad essere ben chiari anche agli italiani. E se non è per una ragione virtuosa (la sostenibilità ambientale), ben venga in questo caso il mero volere risparmiare sulle bollette: l’effetto a cascata dei benefici globali sarebbe comunque presente.
Dove agire, quindi?

Sull’accesso ai benefit fiscali, alle detrazioni, a ecobonus e sismabonus.

Altri dati: se i prezzi si abbassano, le compravendite di immobili ricominciano. La voglia di comprare c’è, quindi, ma, nel sistema fragile dell’economia di questi giorni, molto dipende ancora dai mutui concessi dalle banche, in un momento in cui cambia chi vorrebbe accedere alla disponibilità di denaro per acquistare un immobile: anziani, coworkers, millennials.

Basta un click per cambiare il mercato immobiliare

Nel senso che le nuove logiche d’acquisto potrebbero cambiare il modo con cui si danno valori agli immobili su base geografica.
Gli e-commerce, la possibilità di comprare senza il bisogno di visitare fisicamente i luoghi, permetterebbe di applicare nuovi modelli di attribuzione del valore degli edifici.

Questi sono solo alcuni degli impulsi che una società in evoluzione può dare a un mercato tradizionalmente “lento” come quello dell’immobiliare.

E un mercato che si rinnova, per dinamiche e richieste, significa la nascita di nuovi compiti per gli attori coinvolti.

E infine, se il focus – dei governatori, degli organismi che gestiscono i capitali – deve essere quello di ascoltare queste richieste per favorirle, quello delle imprese edili deve essere necessariamente quello di aggiornarsi, innovare il proprio lavoro e la propria offerta, e aprirsi alla novità.

Dando una forte, sana spinta all’edilizia.

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