Building Information Model per l’edilizia 4.0

Il Building Information Model per l'Edilizia 4.0

Con il BIM l’informatica entra di prepotenza nella vita degli edifici… e in quella delle imprese di costruzione.

Più che uno strumento, il BIM – Building Information Model – è un modello. Contiene infatti tutte le informazioni che riguardano il ciclo di vita di un edificio, che vengono – tra le altre cose – utilizzate per darne una rappresentazione tridimensionale.

Si va dal progetto (comprendente anche le reti tecnologiche e le connessioni) alle fasi di costruzione dell’edificio, comprese quelle di demolizione e dismissione.

La rappresentazione che il BIM può fare contiene dati dinamici, interdisciplinari e soprattutto completi.

Geometria, materiali, struttura portante, caratteristiche termiche, prestazioni energetiche e impianti sono il nucleo del BIM di un edificio. Ma in esso troviamo anche dati su costi, sicurezza, manutenzione e ciclo di vita completo.

Perché il BIM può rappresentare una risorsa di primario interesse anche per le imprese edili?

Perché la natura intrinseca del BIM è quella della condivisione. La collaborazione tra le diverse figure professionali è spinta al massimo.

Nella corsa all’innovazione, con l’affacciarsi all’orizzonte di domotica, FTTH e Internet of Things, si apre un futuro di edifici smart e iperconnessi. Il know-how necessario alla messa in opera di queste reti richiede una specializzazione che non è alla portata di tutti.

Specialmente se guardiamo al panorama delle imprese di costruzioni medio piccole italiane, spesso fossilizzate in un metodo di lavoro tradizionale, non competitivo e, alle volte, addirittura obsoleto.

Abbiamo visto come una specializzazione in chiave tecnologica possa rappresentare un’ancora di salvezza per quelle imprese lambite dalla crisi e che rischiano di essere tagliate fuori dal mercato.

Il BIM è probabilmente uno degli strumento di questa rinascita. Proprio la partecipazione ad un processo comune, infatti, e che prevede l’utilizzo di software e processi condivisi, può essere la spinta all’aggiornamento delle imprese edili italiane.

Collaborare al Building Information Model permetterebbe all’impresa di gestire al meglio le fasi di costruzione: sia dal punto di vista del controllo dei costi, che in termini di aderenza al progetto, e di verifica delle successive installazioni fatte dai fornitori specializzati di reti e domotica, ma che in termini di appalto rientrano nelle responsabilità dell’impresa stessa.

E’ necessario che le ditte edili siano lungimiranti, e inizino già ora i processi di aggiornamento – nonché l’inserimento in organico di nuove figure professionali – poiché la richiesta di adeguamento tecnologico e impiantistico è già enorme, e rischia di sfuggire di mano.

Partecipare all’innovazione, anche utilizzando il BIM, permetterebbe alle imprese di diventare partner propositivi per tutti quei progetti che richiederanno reti tecnologiche avanzate.

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