Dato che rappresenta una importante prospettiva per il futuro, la bioedilizia è un ambito in costante evoluzione, nel quale si lavora a ritmo veloce per ideare nuovi materiali e nuove tecniche costruttive.
Ma quali sono gli strumenti per capire se un materiale risponde davvero alla promessa di sicurezza per l’uomo e per l’ambiente?
Bioedilizia: quali certificazioni verificare?
Abbiamo già visto come la scelta dei materiali da impiegare in un progetto di bioedilizia sia di fondamentale importanza per assicurare la conformità dell’edificio in progettazione ai requisiti di bilancio energetico ed ecosostenibilità.
I materiali infatti devono rispondere in primis a parametri di salubrità molto precisi, dovendo risultare ecosostenibili già in fase di produzione. I materiali per la bioedilizia devono poi risultare sicuri durante i lavori di posa, e devono assicurare una vita priva di emissioni di sostanze nocive per uomo e ambiente.
Ovviamente, di pari passo con il diffondersi della filosofia della bioedilizia e la voglia sempre maggiore di adeguarsi alle sue linee guida, ci si trova di fronte a situazioni poco chiare, nelle quali le etichette “bio”, “verde”, “ecologico” vengono apposte a moltissimi prodotti.
Ma sono davvero prodotti adeguati per la bioedilizia?
Non sempre. Spesso infatti queste etichette vengono apposte proprio per favorire la vendita di materiali non necessariamente “bio”.
Alcune ditte produttrici di materiali per la bioedilizia hanno scelto da tempo di utilizzare sistemi di etichettatura che si avvalgono di certificazioni rilasciate da appositi enti.
La certificazione ANAB_ICEA
La certificazione ANAB-ICEA è la più importante delle certificazioni italiane su materiali da costruzione destinati alla bioedilizia.
Si valuta il prodotto attraverso lo strumento scientifico LCA, che prende in considerazione l’intero ciclo di vita (da qui l’acronomo inglese Life Cycle Assessment) del materiale, riferendosi alle norme UNI EN ISO 14040-43:
- materie prime
- produzione
- utilizzo
- manutenzione
- dismissione.
Sono stati definiti degli standard generici e alcuni specifici per il rislascio delle certificazioni per i materiali della bioedilizia. I primi riguardano tutti i materiali, mentre i secondi si riferiscono a pavimenti e rivestimenti ceramici, laterizi per pavimentazioni e coperture, laterizi porizzati, intonaci, inerti espansi e prodotti isolanti termo-acustici.
Nel pieno spirito della bioedilizia, quando viene valutato il rilascio della certificazione per un prodotto destinato alla bioedilizia si tengono in considerazione tre possibili pericoli, che interessano rispettivamente
- la salute umana, che verifica l’assenza nel prodotto di caratteristiche cancerogene, mutagene, teratogene o tossiche e, inoltre, ne misura l’indice di radioattività.
- la qualità dell’ecosistema,le cui prove sono finalizzate a verificare l’ecotossicità, la biodegradabilità, il potenziale di bioaccumulazione del prodotto e gli effetti sull’ambiente (effetto serra, acidificazione…)
- le risorse naturali, che verifica i consumi di risorse rinnovabili e non rinnovabili e l’impatto delle attività estrattive.
Dai progettisti ai clienti finali, sempre più persone si rivolgono alla bioedilizia come filosofia costruttiva, alle volte attratti anche dal crescente numero di incentivi fiscali disponibili. E’ fondamentale non lasciarsi trarre in inganno da facili promesse, e verificare la qualità sempre i materiali e i prodotti che vengono utilizzati.
Mastromauro Costruzioni, che vanta una forte esperienza nell’applicazione delle tecniche della bioedilizia, assicura l’utilizzo nei propri progetti di materiali certificati per la bioedilizia. In questo modo viene assicurata la risposta dell’edificio costruito o ristrutturato ai parametri di risparmio energetico e ecosostenibilità richiesti, nonché una vita della costruzione il più lunga possibile.
Puoi contattare Mastromauro Costruzioni per avere informazioni più approfondite.

